Consapevolezza, attenzione, piena presenza: qualità dell’essere che si coltivano attraverso la meditazione, momento per momento, nel qui ed ora.
Mindfulness significa essenzialmente consapevolezza, attenzione sollecita, piena consapevolezza mentale: qualità dell’essere che possono essere coltivate attraverso la meditazione. È una modalità di prestare attenzione, momento per momento, nel qui ed ora, in modo intenzionale e non giudicante, al fine di sciogliere attaccamenti e paure che sono alla base delle nostre limitazioni e della sofferenza interiore.
Attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza — sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni — si raggiunge una più piena accettazione di sé.
Il concetto deriva dagli insegnamenti del buddhismo Theravada (vipassanā), secondo cui la sofferenza psicologica deriva da una visione errata della realtà, correggibile attraverso la meditazione. Tralasciando gli aspetti religiosi: possiamo eliminare la sofferenza acquisendo la giusta consapevolezza di sé, vedendo pensieri ed emozioni — anche quelli negativi — per quello che realmente sono, prodotti della propria mente che, in quanto tali, possono essere governati.
Negli anni Settanta la mindfulness giunge negli Stati Uniti per opera del biologo Jon Kabat-Zinn, il cui modello MBSR è oggi utilizzato come paradigma autonomo in numerose discipline mediche e psicoterapeutiche.
La pratica mette in moto un vero e proprio riavvio del cervello, che scioglie schemi mentali rigidi sostituendoli con modelli più flessibili — con benefici a lungo termine per ridurre lo stress e governare le emozioni negative.
L’originale approccio divulgato da Selene Calloni Williams, che incontra la Psicologia Immaginale di C. G. Jung e James Hillman. Nella visione immaginale il corpo e il mondo sono interni alla psiche: il corpo non è più solo una realtà funzionale e percettiva, ma un simbolo.
Questa lettura si sposa con la meditazione buddhista, che considera l’esistenza samsara, ovvero “illusione della coscienza”. La Mindfulness Immaginale insegna a vedere nei disturbi un richiamo dell’anima a un viaggio interiore che ci riconnetta con la nostra natura e la nostra bellezza: la meditazione dissolve la maschera e libera l’individuo dai veli dell’illusione dell’Io.
Distaccarsi dalla gabbia dell’Io — non solo psichica, ma anche fisica — è già un processo di grande rilassamento e benessere.